UN ANNO DA DIMENTICARE O FORSE NO

Questo che s’appresta a finire potrebbe essere un anno da dimenticare. Fatti e cose da cancellare ne avrei in abbondanza eppure se metto in fila i momenti brutti e quelli belli accaduti in quest’anno terribile posso aggiudicarmi un bel pareggio.

Non sto qui ad elencare le cose brutte, il dolore e le ferite vorranno il loro tempo per guarire, né elencherò quelle belle che sono piccoli gioielli che custodisco con cura. Però posso condividere quello che ho imparato, piccole lezioni di vita che se non ci stai dentro non le comprendi.

Ho imparato che anche nella più inimmaginabile sofferenza può esserci uno spiraglio di luce, non la vedi subito eppure un giorno te la ritrovi sulla faccia e anche se il viso è ancora umido per le troppe lacrime quella flebile luce arriva e ti riscalda.

Ho imparato che nella solitudine è possibile starci bene, è un posto che non fa paura, si impara ad ascoltare e a non giudicare chi ti sta intorno, le parole non dette appaiono diverse a volte più chiare a volte desolanti e vuote, semplicemente per quel che sono.

Ho imparato, prima lo sbandieravo senza comprenderne davvero il senso, che niente è per sempre, tutto è transitorio, la vita, la famiglia, i rapporti, le amicizie, il lavoro, l’amore.

Ho imparato che bisogna avere pazienza, per questo ho scritto poco ma letto tanto.

Ho ripreso a disegnare, mi diverte farlo e ho voglia di continuare ancora e ancora.

Ho perso una parte importante di me e fatto a cazzotti con la vita, sono piena di lividi ma ancora viva.

Ho smarrito qualche certezza che ora cerco di ritrovare tra le strette onde di un piccolo lago del nord Italia.

Non ho fatto un elenco di buoni propositi perché quello che voglio è imparare di nuovo a camminare e passo dopo passo diventare qualcosa di diverso, forse peggio o forse meglio. Voglio fare di me un’onda per arrivare sull’altra sponda della vita o non arrivarci mai e magari restare nel mezzo e magari annegare tra la bellezza dei monti cullata dal silenzio.

Bisogna sempre perdere qualcosa per ritrovarsi e io di cose ne ho perse e strada da fare ne ho tanta. È appena l’inizio e avere un inizio è già qualcosa. E se a un certo punto del cammino mi arrenderò voglio una resa consapevole e senza rimpianti.

Ora so che il lieto fine non esiste ma esistono diversi finali per la nostra vita, molto dipende da noi, da quanta energia mettiamo per cambiare le cose, ma spesso è il caso a decidere, l’incontro inatteso o il bivio sbagliato a definire ciò che siamo o ciò che avremmo potuto essere.

Mi sento fortunata perché ci sono persone che credono in me, persone che mi vedono come una roccia a cui aggrapparsi ma io non sono una roccia ma l’argilla di un piccolo ruscello che vuole farsi cascata.

Il nuovo anno arriva, lo sentite? Trionferà nei nostri calici e ci porterà sorrisi e qualche lacrima asciutta. Questa notte abbraccerò chi voglio bene e aspetterò il destino ovunque voglia portarmi.

Iseo, 31 dicembre 2018

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