Qualche mese fa, per le mie pronipotine, ho realizzato dei disegni da colorare. Si divertirono loro, mi divertii un mondo anch’io. Quella volta però chiesi loro di immaginare anche una storia partendo proprio dagli strani personaggi dei disegni.

Quello che segue è il racconto di Diana, “Rosso occhiosolo di Stranàdia”, che ho deciso, in accordo con lei, di condividere sul blog.

Forse, in questi giorni incerti e pieni di paure, guardare il mondo con gli occhi dei bambini è quello di cui abbiamo tutti bisogno. (mr)

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Il paese di Stranàdia

Andavano tutti al teatro ma quando finì il teatro tutti se ne andarono tristi.

Perché erano tristi?

Perché volevano che durasse di più, perché era il più importante spettacolo e tutti se ne andarono a casa mogi mogi.

E ogni volta che passava il più contento dicevano: «Ciao!» con la testa in giù. Mentre il più felice andava con l’aereo a svolazzare perché aveva acquistato un aereo tutto per sé.

Il giorno dopo splendeva un grande sole.

Perché c’era tutto quel sole?

Perché era l’inizio dell’estate. E in estate c’era una bellissima festa e tutti andavano al mare, al mare facevano castelli di sabbia e andavano all’hotel a riposarsi un po’.

All’hotel si riposavano mentre gli altri si gustavano un bel thè. Era veramente bello perché tu potevi fare quello che volevi, perché gli altri ti facevano tutto, ossia i camerieri.

Quell’hotel era il più importante di tutti. Aveva le quattro stelline!

Diana Q., 6 anni.