FATE PRESTO!

La nudità dei malati nella follia degli ospedali-lazzaretto.
La disperazione e gli appelli che sfuggono a chi ha smesso d’ascoltare. 
Mentre pranziamo o ceniamo, la tivvù trasmette il solito rituale circense, buffoni e saltimbanchi da corte. E noi, con la bocca piena e la rabbia nelle budella, commentiamo fatti e i misfatti, di questo o di quello. Fa male vedere un paese sciaguratamente provvisorio. 
FATE PRESTO!
La pandemia come un insensato gioco cromatico su carta bollata. 
Numeri svuotati di senso e concretezza. 
Sono troppe le storie di famiglie mozzate, nessuno riesce più a contarle o a raccontale.
FATE PRESTO! 
Chiacchiere e nessun distintivo da mostrare, squilli di tromba, muti rintocchi di campane, ma dov’è il senso di tutto questo? 
Ecco, esultano: vaccino di vacca in arrivo! Che bella invenzione l’effetto placebo: distrarre il popolo con la menzogna. 
Un po’ di rispetto, per i morti di ieri, i morti di oggi, i morti di domani. 
FATE PRESTO!
Le case si svuotano, i bambini sono stanchi degli arcobaleni, sui balconi il tricolore è stato ammainato. 
Un nuovo otto settembre, firmato l’armistizio, la guerra è finita. 
Allo sbando, noi come allora, soldati abbandonati e disarmati. 
Attendiamo, e nessuno sa cosa c’è da attendere ancora.
FATE PRESTO!

©MimmaRapicano_11novembre2020

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