Pascolano, poco più giù, delle mucche dal manto bianco.
Non le vedo, nessuno le vede.
La loro esistenza è affidata al suono di pesanti campanacci che portano al collo.
Spuma bianca sul lenzuolo azzurro.

Oggi il mare è inaccessibile anche a nuotatori esperti.
Arriva fin quassù lo schianto delle onde sulla riva.
Calabroni, api, mosche, zanzare e insetti a me sconosciuti si avvicinano, mi girano intorno.
Non sono un fiore, lo capiscono subito e volano via.
Formiche dalla testa rossa grandi quasi un centimetro.
Scalpiccii nella pineta, latrati dalla valle, un asino che raglia.
Persino un gatto è venuto questa mattina.
Si riposa la tortora, sparuti cinguettii. Arriva tempesta, meglio cercare riparo.

Ma quanto si muovono le mucche?
Dal metallico scampanellare pare si contendano un filo d’erba.
Ancora nessuna voce umana a inquinare l’idilliaco risveglio.
C’è soltanto il sussurro degli alberi, l’impercettibile respiro delle piante.
Foglie secche cadono.
Il vento porta odore di menta e basilico.
Sono ben tollerata qui, faccio piano per non disturbare.

6 luglio 2020
Mimma Rapicano