Post impressionismo: Simbolisti e Nabis – di Costantino Piazza

SIMBOLISMO
Tra tutti i movimenti di rottura con il Naturalismo e l’Impressionismo, il primo in ordine di tempo è il Simbolismo. Nel campo delle arti plastiche, la dottrina simbolista si è sviluppata con minore ampiezza perché, inizialmente, presenta un carattere essenzialmente letterario. 
A causa di ciò, non è mai riuscito a rivelarsi un grande stile rivoluzionario, anche in considerazione che contemplava degli elementi di riferimento al passato nonostante avesse un numero maggiore di sfumature che nella poesia. 
Trattasi di un sussulto dello spirito che coinvolge, il quasi sessantenne, Gustave Moreau che si erge a capo di questa corrente, dove si affolla la gioventù più ardente e dotata, tra i quali, Henri Matisse, Georges Rouault, Raoul Dufy e Georges Braque. 
Moreau pone la sua pittura agli antipodi dell’impressionismo. Preparatissimo tecnicamente, non gli era ignoto nulla della pittura, gli mancava solo un pizzico di genio. Però fu un provvidenziale anello della catena tra il Romanticismo e il Simbolismo e influenza soprattutto il rinnovamento dei valori cromatici. 

Altro artista rappresentativo del Simbolismo è Pierre Puvis de Chavannes che sogna un’arte statica, sobria, decorativa che sconvolge la composizione e la linea. Il suo stile maestoso e nobile, anche se assente di illusioni, non esclude una fede sincera, un mutamento del mondo attraverso lo spirito e la sensibilità. In pratica il Simbolismo è un Romanticismo spiritualizzato, profondamente religioso senza essere credente. In lirismo puro e individualista che monta la guardia al “castello dell’anima” esibendo un pessimismo raffinato e aristocratico che attraverso il mistero assoluto, preannuncia e anticipa il Surrealismo. 
Moreau, de Chavannes, Odilon Redon e altri artisti, diedero vita al gruppo di Pont-Aven in Bretagna che furono influenzati dal Primitivismo e l’Esotismo.

Questi artisti sentirono la necessità di confrontarsi con alcune culture diverse da quella occidentale. Un gruppo al quale si accostò, temporaneamente, anche Paul Gauguin. Interessanti anche gli interventi di Édouard Vuillard e Félix Vallotton che apporrà al movimento quel granello di ironia e autocritica che gli faceva difetto.

Galatea, c.1880

Gustave Moreau (1826-1898)

The Sphinx, 1864

Gustave Moreau (1826-1898)

Summer

Pierre Puvis de Chavannes (1824-1898)

Young Girls by the Sea, 1894

Pierre Puvis de Chavannes (1824-1898)

The Study of Gustave Moreau, 1894 – 1895

Henri Matisse (1869-1954)

Nude Reclining on the pedestal, 1931

Georges Braque (1882 – 1963)

Barques à Martigues, c.1908

Raoul Dufy (1877 – 1953)

La Parade, 1930

Georges Rouault (1871 – 1958)

La Valse, 1893

Félix Vallotton (1865-1925)

Madame Vuillard Cousant, 1895

Édouard Vuillard (1868-1940)

The Five Painters: Bonnard, Vuillard, Roussel, Cottet and Vallotton, 1902

Félix Vallotton (1865-1925)

I NABIS
Affermavano il convincimento che non si potesse fare pittura né con lo spirito né con il sentimento, ma col colore in sé stesso
. Alle idee nobili e aristocratiche, sostituiscono la dolcezza di una vita borghese, senza racconti e senza storie, evidenziando il fascino reale e poetico di una vita familiare fatta di mille cose quotidiane.
Vennero definiti “pittori in pantofole”, ma non mancavano di audacia e nemmeno di grandezza.
Maurice Denis ci ha lasciato pagine estremamente indicative sulle aspirazioni del movimento, anche se la sua pittura non raggiunge l’elevatezza del suo pensiero. Tutta la sensibilità d’animo e lo splendido pittoricismo sono espressi da Pierre Bonnard che compie la sintesi tra l’arte della stampa giapponese e la lezione di Paul Gauguin. 

The Return of Young Tobie, 1918

Maurice Denis (1870-1943)

Visitation in Blue

Maurice Denis (1870-1943)

Jacob’s Battle with the Angel, c.1893

Maurice Denis (1870-1943)

White Interior

Pierre Bonnard (1867-1947)

Study for Afternoon in the Garden, 1891

Pierre Bonnard (1867-1947)

Vue de l’atelier de l’artiste, 1945

Pierre Bonnard (1867-1947)


Costantino Piazza (in arte Kostia) è nato a Palermo nel 1953. Nel 1966 si trasferisce a Milano ed entra in contatto con importanti realtà delle arti figurative e della Cultura. Nel 1984 gli viene affidata la responsabilità delle attività culturali del Circolo “A. Gramsci”. L’anno successivo fonda il gruppo “Arteinsieme”, del quale sarà il presidente, realizzando mostre, convegni, dibattiti sull’arte ed altre iniziative culturali con l’intervento di personalità di primo piano tra I quali: Raffaele De Grada, Carlo Arturo Quintavale, Enzo Tiezzi, Luciana Castellina, Ludovico Geymonat, Gianni Minà, Concetto Pozzati, Vittorio Cavicchioni. Dal 1987 al 1995 svolge l’attività di grafico professionale e serigrafo. Ha esposto le sue opere in moltissime collettive e personali, fiere di settore. Ha realizzato copertine di libri, manifesti culturali per enti pubblici e associazioni e intervenuto in trasmissioni televisive di emittenti private. Nel 2006 apre la sua prima galleria “Artekostia” Nel 2009 è l’ideatore del progetto “Onlyart” che avrà all’attivo interessanti mostre e collaborazioni ad eventi. Nel 2010 apre un nuovo e più ampio spazio espositivo “Costantino Piazza Arte Contemporanea” con esposizioni di grande rilievo artistico e con la partecipazione di opere di artisti storicizzati. Cura, inoltre, un ciclo di 9 conferenze relazionate da docenti di Accademie nazionali e professionisti di settore. Nel 2011 partecipa alla mostra “In transito” a Marburg in Germania. Dal 2013 scrive articoli sull’arte, monografie su artisti storicizzati, critiche per giovani artisti, presenta eventi e reading poetici. Nel 2014 espone al centro congressi Princess Grace, ad Art fair Rotterdham e all’expo di Pesaro dove riceve il premio speciale della critica. Nel 2015 espone al Carrousel du Louvre di Parigi. Ha avuto recensioni in testate giornalistiche, riviste di settore sia cartacee che virtuali. Hanno scritto di lui, Beatrice Menozzi, Secondo Malaguti, Chiara Serri, Giuseppe Berti, Edoardo Di Mauro. Sue opere sono presenti in collezioni private in Italia e all’estero. Dal 2016 opera artisticamente nel suo atelier con esposizione permanente ad Albinea (RE).


In copertina particolare di “Vase of Flowers” (1916) by Odilon Redon

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