Nove ombrelloni, la spiaggia contingentata potrebbe contenerne duecento, circa. Famiglia romana, ombrellone bianco e azzurro, raccoglie le sue cose, è ora di andare. Per cena cotoletta impana, annuncia la mamma. I bambini esultano, e le patatine?

Ombrellone verde, coppia d’anziani color caffè. Adagiati su comode sedioline discorrono tra loro. Lui, di tanto in tanto, accarezza la guancia di lei. L’amore non ha età.

Alla mia destra giovani amanti, ombrellone arancione e lettini dello stesso colore. Anche il costume di lei è arancio. Sui corpi di marmo stendono crema solare. Mangiano patatine, bevono estathé e ascoltano Mina.

Al lido Le dune Mustafà, con un piccolo trattore, pulisce la sabbia. Rumore fastidioso. Il sole divertito ci guarda, il mare ondeggia e solletica la riva. Ultimi bagnanti aspettano il tramonto, si tuffano. L’acqua è calda, vieni? Non chiamano me, li seguo per inerzia.

In acqua due corpi, stretti stretti, si promettono amore eterno. Abbracciati diventano una cosa sola. Adolescenti corrono sul bagnasciuga, si tengono in forma. Sono già perfetti così come sono. In lontananza vedo un uomo, indossa un accappatoio blu. È goffo nelle movenze, sfila il costume e si asciuga i genitali. Scambia qualche parola con la donna che sta seduta sotto l’ombrellone a fiori. Lo vedo allontanarsi così, con l’accappatoio blu e gli occhiali da sole.

8 luglio 2020
©MimmaRapicano