«Guarda come viene giù. Quelli sono fiocchi. È la neve».
«Papà ma siamo in agosto. Non può venir giù la neve con questo caldo».
«Guarda, la sua valigia è ancora lì, i maglioni sono nei cassetti, il suo spazzolino è sul tavolo della cucina. Non ha avuto il tempo di riempirla, la valigia, andava così di fretta che ha lasciato ogni cosa sparpagliata per casa, nel corridoio e sulle scale. Io dormivo e non mi sono accorto di nulla. Io dormivo, dormivo».
«Papà eri imbottito di sonniferi e non potevi sentirla, non fartene una colpa, io c’ero e non ho potuto far nulla».
«È tutta colpa della neve, se questa maledetta neve non veniva giù lei ora sarebbe qui con noi. Mi preparava un brodo gustoso. Ne sento l’odore qualche sera, sai? Sento i suoi passi. Vedo il suo viso riflesso nei vetri della nostra camera da letto. È qui, sai?»
«Papà lei non torna, non tornerà».
«Ma la coperta almeno l’ha presa? Senza una coperta morirà di freddo e gli occhiali? Glieli hai dati gli occhiali? Le piace così tanto leggere».
«Papà, andiamo al parco? Devi camminare nell’aria fresca del mattino, il medico me lo ha raccomandato, tanta aria fresca e tanto sole. Papà? Mi ascolti»
«Tu sai dove nasce la neve? È importante conoscere come nascono questi invisibili cristalli d’acqua. Sai che penso? Che la neve non è reale, io la vedo, bianca, impalpabile, fluttuare nell’aria, poi nel palmo della mano si posa soltanto una lacrima ghiacciata. È tutta colpa della neve».
«Papà ti ho preso il cappotto e il cappello così non avrai freddo. Papà, la mamma è lì che ci aspetta».
«Il gatto graffia la sua valigia, forse si è nascosta lì dentro, aprila figlia mia, ti prego aprila e guardiamoci dentro».
«Papà io la apro ma è vuota».
«È piena di neve, lo so».
Aprirono la valigia, dentro c’era un abito bianco, un capello con il bordo di pelliccia e una rosa appassita. Era agosto e la neve copriva gli alberi e la terra era diventata un candido lenzuolo di seta. È tutta colpa della neve.

 

©MimmaRapicano-gennaio2017