LA FESTA DI TUTTE LE FESTE / Trentanovesimo giorno

Nell’appartamento al secondo piano, sopra quello dell’uomo compasso, ci abita la famiglia numerosa. Adulti e bambini. Quanti sono? Due, quattro, otto… non so, ho smesso di contarli.
La sera mangiano a turno, la cucina è piccola e tutti non ci stanno. Come faranno a dormirci in quella casa, due camere, bagno e cucina, per me è un mistero, però hanno un balcone lungo ed ampio, una salvezza. Non li ho mai sentiti litigare, né piatti volare o mani contro mani, avranno trovato l’elisir della buona convivenza. Un piccolo miracolo.

Con loro c’è una vecchia signora. Cammina a fatica, un passo dopo l’altro, lentamente, ma non si lascia aiutare da nessuno. Al mattino si sveglia presto, stende il suo piccolo bucato, una mutanda, una canottiera e un paio di calze, poi qualcuno della famiglia prende una sedia della cucina e la mette sul balcone. La vecchia si siede e appoggia un braccio sulla ringhiera, guarda il cortile dei cortili e se ne sta così per ore. 

Anche lei, come l’uomo compasso, spia la vita degli altri, ne studia i comportamenti, analizza la tenuta delle finestre e dei balconi, se sono in ordine, se c’è confusione, come stendono il bucato. È instancabile il suo guardare in alto e poi in basso. Ogni tanto muove la mano sulla ringhiera, un battere e un levare, solfeggia il ritmo di una musica che soltanto lei può sentire. Una milonga o un tango dei tempi suoi. Il nipote a metà mattina le porta un bicchiere d’acqua, lei lo beve piano senza fermarsi. Non parla mai la vecchia signora, sempre in disparte. Le sere d’estate mangia da sola sul balcone, dentro ci farà caldo, parecchio immagino.

La ragazza con le trecce ieri mi ha salutato, non lo aveva mai fatto prima. Mi chiedo se non s’è diffusa la voce che sto scrivendo di loro.
E se dopo, dopo questo forzato restiamoacasaperfavorechealtrimenticilasciatelapelle, organizzassi una festa con tango, spumante e tarantella? 

Il cortile dei cortili potrebbe ospitarci tutti. Un tango guancia a guancia, uomini, donne e bambini, sarebbe bello vedervi volteggiare, gambe dentro gambe, e poi saltare con una tarantella.
Rocco scenderebbe dal suo terrazzo bazar avvolto in una bandiera tricolore, l’uomo compasso resterebbe a dirigere le danze dal suo balcone, la moglie, no, lei ballerebbe nella sua tuta di strass e paillettes comprata per l’occasione.
Alla festa di tutte le feste, La Cascettone ne sarebbe la regina, sono sicura che lei, nonostante la sua mole, il tango lo sa ballare benissimo. E come una farfalla guiderebbe tutte le altre donne del palazzo. Donne abbigliate come si deve, non più in pantofole e vestaglia ma con gli abiti buoni, quelli dei matrimoni. Inviterei anche la ragazza con le trecce, che dopo qualche reticenza verrebbe anche lei, alla festa di tutte le feste.
Un tango e poi una tarantella, passione su passione, allegria e tristezza insieme, un miscuglio di sentimenti. Si ballerebbe fino a notte fonda e ad illuminarci Rocco sposterebbe la sua stella luminosa al centro del cortile. 

E infine, colpo di scena, l’uomo vestito di bianco si calerebbe con una fune dall’elicottero papale. Lui sì che di tango se ne intende, però la prima a ballare con lui sarei io. Per l’occasione speciale tirerei fuori le mie belle e poco utilizzate scarpette da tango (volevo fare la tanghera, una vita fa).

La festa di tutte le feste, nel cortile dei cortili, che strano pensiero questa mattina. Una follia, ma che importa, lasciatemi folleggiare. Se ne vedrebbero delle belle, una festa memorabile. Se ne parlerebbe per mesi, che dico, per anni e anni.
Allora, datemi un tango e una tarantella e vi farò tutti ballare alla festa di tutte le feste.

(p.s.: stamattina è riapparsa la Cayenne, non la vedevo da una settimana)

©MimmaRapicano_2020

2 Comments

  1. … che dire, questo narrare della pandemia con tutti gli “accessori” resta una pagina indelebile in questi anno tanto balordo.

    Col tuo rataratà, hai saputo raccontare con intensità, visione prospettica, scenica, il quotidiano del Lockdown.

    Ironia, commedia, scenografia, fotografia, relazione, confronto, dubbio, pensiero, insomma, tutti gli ingredienti per traslocare dalle pagine alle tavole del palcoscenico di un teatro.

    Questo il mio Augurio.

    Con affetto e stima.

    Mimmo SERMIENTO

    NB. Complimenti per il blog

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